The Beast in Me

Netflix ha un catalogo sempre meno leggibile, l’ultimo aggiornamento poi, su tv, l’ha reso ancora meno navigabile. Alle volte vedo per un’attimo la scheda o l’immagine di un film e poi non lo riesco più a ripescare, ma continuano a ripresentarsi sempre gli stessi “quattro” titoli, che il più delle volte non voglio vedere.
Necessariamente poi bisogna buttarsi su una delle centomila proposte e vedere come va. In media penso di scartare due proposte su tre dopo anche solo una ventina di minuti dall’inizio, ormai ho l’occhio allenato.
“The Beast in Me” è figa dall’inizio alla fine, pochi fronzoli.
Non si risparmia mai e nonostante 8 episodi da 50ish minuti la storia ha quasi zero punti morti e c’è sempre una tensione costante. Aggiungete attori capaci, buona scrittura, colpi di scena mica da ridere e avrete una bella molotov pronta ad esplodere.
Non solo, la serie è diretta per la maggior parte da Antonio Campos che ci ha abituati a delle serie di alto livello, sempre legate ad elementi di true crime e thriller psicologici come: The Sinner(la prima stagione con Jessica Biel è incredibile), The Staircase(bellissima miniserie, che ha come protagonista, ancora una volta, uno scrittore interpretato da Colin Firth e sua moglie Toni Collette) e The Punisher(Jon Bernthal impersonifica perfettamente il punitore ed è sicuramente una delle migliori serie della Marvel)
Insomma Campos si sta affermando nel mondo delle serie tv come un nome che è sinonimo di qualità e suspence. Le caratteristiche principali della sua regia sono il concentrarsi molto sui personaggi, le espressioni, gli sguardi, lasciando spesso perdere la ricerca artistica di inquadrature o paesaggi, che in un questo clima crime penso sia la scelta più giusta.
Lo spettatore, in queste storie, cerca sempre di immedesimarsi in un detective e scoprire anche la più piccola incoerenza, smorfia o occhiata traditrice per risolvere il dilemma e puntare il dito contro il presunto colpevole. Nello specifico The Beast in Me gioca costantemente sul dubbio, in modo molto simile a The Staircase, è stato lui oppure no? Sarebbe in grado di farlo?

Una famosa scrittrice, Aggie Wiggs(Claire Danes), ormai in crisi creativa da anni e distrutta per la morte del figlio, incontra il suo nuovo vicino di casa, Nile Jarvis(Matthew Rhys) arrogante costruttore edile multimilionario accusato, ma mai condannato, di aver ucciso la moglie.
Tra di loro nascerà un rapporto conflittuale ma viscerale che porterà scompiglio nella vita di entrambi e rivelerà la vera natura dei due.
I due attori principali devo dire che interpretano il ruolo assegnatogli perfettamente. Se dovessi immaginarmi una scrittrice di successo decaduta, lesbica, mentalmente instabile e scorbutica, mi immaginerei esattamente il personaggio che interpreta Claire Danes.
L’attrice mette in mostra delle doti attoriali non scontate, ma non sorprendenti per una che ha vinto un golden globe, che fa guadagnare al personaggio un’aura completamente realistica. Crediamo al suo dolore  per la perdita del figlio, alla sua costante paranoia verso gli altri e al totale disintegramento della relazione con la sua partner. Gran bel lavoro Claire, complimenti.
Anche il cattivone sociopatico è rappresentato in modo credibile da Matthew Rhys, affascinante e agghiacciante  allo stesso tempo. Non una performance memorabile come quella della collega ma fa egregiamente il suo e ti fa sentire subito in una di quelle relazioni di amore/odio verso il personaggio.
La serie fa tutte le mosse giuste per farti rimanere incollato, con cliff hanger riusciti e sempre con domande  in più rispetto a prima. I rapporti di potere mutano seguendo strade tortuose che danno al tutto grande credibilità, intervallati da turning point interessanti e che ribaltano situazioni che sembravano lampanti o scontate, in un punto in particolare ricordo di aver esclamato il classico “Oh-My-Gooood!”
Sono rimasto piacevolissimamente colpito da questa serie e sono curioso di vedere come Campos continuerà la sua carriera, le aspettative sono alte e io sono diventato ufficialmente un suo fan.   

GioPinti