Alle volte ci vogliono i guanti, altre va bene a MANI NUDE.

Se qualcuno venisse da me dicendomi che ha visto un bellissimo film Italiano sulla lotte clandestine fino alla morte tra “cani”, così vengono chiamati gli esseri umani in questo film, gli direi di andare a f… fragole.
Impossibile che si sia potuto affrontare un argomento del genere senza sembrare Fantozziani, se poi si vuole dare risalto all’atto fisico violento e in più facendo recitare un ragazzo sconosciuto, come protagonista, che non ha mai fatto cose del genere, non starei neanche ad aprire bocca e me ne andrei direttamente.
A fragole questa volta però ci devo andare io perchè è stato compiuto un miracolo. 

“Mani Nude” è un film di Mauro Mancini tratto dall’omonimo romanzo di Paola Barbato, con protagonisti Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi.
La storia ruota sul rapimento di un giovane ragazzo, Davide, Gheghi, da parte di un’organizzazione criminale che lo costringerà a combattere a mani nude contro degli avversari, probabilmente anche loro in trappola. Le regole sono chiare, non ci sono regole e per sopravvivere bisogna uccidere.
Minuto, Gassmann, è il carceriere che lo allena, inizialmente scontroso diventa poi una figura paterna per Davide.
Davide scoprirà che chiunque è capace di uccidere e di sopravvivere a una prigionia spietata.
Il rapporto che si instaura tra lui e Minuto li porterà a vivere qualcosa che non avrebbero mai pensato possibile.
Le premesse ci sono tutte per qualcosa di interessante

L’ultimo film d’azione Italiano che mi sia piaciuto è stato “Lo chiamavano Jeeg Robot” che ormai è di esattamente 10 anni fa. Esattamente a metà tra Jeeg e Mani nude c’è l’ultimo film italiano d’azione che mi sono arrischiato a vedere “La Belva”. Incredibile questo allineamento dei pianeti. “La Belva” è quasi sicuramente uno dei peggiori prodotti italiani mai fatti, una cosa inguardabile. Ma come siamo passati da “La Belva” a “Mani Nude”?

Sicuramente avere una buona trama ha aiutato, e un colpo di scena in particolare è ottimo, ma devo dire che le cose che colpiscono sono altre. Partendo da una colonna sonora originale di Dardust veramente azzeccata(grande plauso anche all’inserimento di un paio di tracce non originali di altissimo livello come “Territory” di The Blaze).
Troviamo delle ambientazioni e delle location sempre credibili e particolari, la nave dove sono rinchiusi questi “guerrieri” è tutta vera e da un certo senso di verità al contesto.
Gli attori e i comprimari scelti hanno il volto giusto, sporchi e particolari abbastanza da destare interesse, forse leggermente troppo teen Gheghi ma amen.
Gassmann, pur essendo troppo “Italiano” come attore nella mia visione, si comporta bene ed è credibile. 

il ritmo è croce e delizia, troppo lento all’inizio e troppo lento alla fine, fa perdere un po’ di attenzione e tenuta ma vista la durata ragionevole  del film non da così fastidio. Quando il ritmo è alto, però, si percepisce tensione, carica, inquietudine e questo era proprio quello che bisognava provare, il dramma è vero e non viene addolcito.
Anche dal lato della messa in scena non ci sono grosse sbavature, il sangue è fatto bene, il lavoro sul fisico di Gheghi, seppur non ai livelli di Chris Evans in Captain America, dona veridicità al personaggio e ciliegina sulla torta le coreografie di lotta sono buone! Bu-o-ne, incredibile.
Facciamo un paragone proprio con “La Belva”, se in quest’ultimo le lotte erano indiscutibilmente finte, con tanto di colpi palesemente a vuoto per permettere all’altro di mettersi in posizione e continuare l’azione, in “Mani Nude” questo non si percepisce, seppur non si parli di un livello di complessità altissimo tipo “La Tigre e il Dragone”, e sti cazzi, questa roba qui, a tutti i livelli, di solito “noi” la sbagliamo sempre. Complimenti. Speriamo che questo esempio ispiri altri a lavorare nello stesso modo.
All’interno del film avviene poi un turning point che fa cambiare rotta, dall’action thriller si passa a un dramma familiare e questo potrebbe disturbare quelli che volevano vedere botte da orbi fino all’ultimo secondo. Penso che invece questa sia stata una buona trovata perché sì sposta l’argomento ma fa anche riflettere su altri aspetti importanti della vita dei due personaggi.
Il mio piccolo appunto su questa svolta è che non mi è piaciuto lo svelare uno dei misteri principali del film, mi limito a dire quello della “ragazza”, avrei preferito e sarebbe forse stato anche più forte lasciarlo all’immaginazione dello spettatore.
I rimandi per delle riflessioni sono tanti, sia personali che collettivi e fa piacere che si possa avere sia azione violenta che introspezione.
Quello che deriva da tutti questi elementi è un ottimo film che certamente ha delle sbavature, ma sinceramente, le trovo marginali rispetto al valore totale dell’opera.
Avrei quasi certamente fatto scorrere questo film nella lista dei non visti di quest’anno e fortunatamente è successo il contrario. Dategli una chance.

GioPinti